Bussola d'Impresa

CHI SIAMO

Chi c’è dietro la piattaforma a cui stai pensando di affidare la governance della tua impresa — o quella dei tuoi clienti.

Una domanda legittima

Prima di affidare a una piattaforma la documentazione degli adeguati assetti di un’impresa — o di un intero portafoglio di imprese — è ragionevole chiedersi chi la governa. Chi decide che cosa sviluppare per primo. A chi risponde.

Questa pagina risponde a quella domanda.

Chi decide le priorità

La ricerca e sviluppo è iniziata nel 2019 e non si è mai interrotta. È stata sostenuta con risorse proprie, e continua a esserlo.

Nessuna software house possiede il progetto, ne detiene il controllo o ne indirizza le priorità. Lo sviluppo è commissionato a fornitori tecnici selezionati; la direzione progettuale, funzionale e metodologica resta interna.

La differenza è concreta. Quando una funzione va sviluppata, la domanda che decide è una sola: serve all’impresa e a chi la assiste? Non: rientra nel catalogo del fornitore? Non: accelera l’uscita richiesta da un investitore?

È una scelta costosa. È anche la ragione per cui una modifica normativa può essere recepita in settimane anziché in trimestri.

Chi ha fatto quella scelta

Bussola d’Impresa® nasce dall’intuizione di Renato Zanichelli, dottore commercialista. Da oltre trent’anni la sua attività si svolge a fianco delle imprese: nei bilanci, nei consigli di amministrazione, nei collegi sindacali. E in quelle conversazioni difficili in cui un imprenditore scopre in ritardo qualcosa che avrebbe potuto sapere prima.

Nel 2018 il Politecnico di Milano gli ha riconosciuto il premio “Professionista Digitale dell’Anno”. Già componente della Commissione Informatica del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, ha preso parte ai lavori che hanno portato al varo nel 1995 di Fisconline ed Entratel, i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate oggi utilizzati quotidianamente da contribuenti e intermediari.

È un dettaglio che dice qualcosa di preciso: la convinzione che la tecnologia possa semplificare il rapporto fra chi fa impresa e le regole non è recente, e non è teorica.

Non da solo

Un’intuizione, da sola, non costruisce una piattaforma. Attorno a quella visione si sono aggregate nel tempo competenze professionali, informatiche e imprenditoriali: persone che hanno riconosciuto lo stesso problema e hanno accettato di lavorare a una risposta.

Quello che era un metodo di lavoro personale è diventato un sistema utilizzabile da altri. Il criterio con cui si decide, però, è rimasto uno solo.

Quel criterio nasce da due incontri

Viene da prima della piattaforma. Si deve a due incontri.

Il primo con Massimo Folador, autore de Il capitale spirituale. Un patrimonio per chi fa impresa (Guerini Editore) e fondatore di Askesis Società Benefit, docente di Business Ethics e sviluppo sostenibile all’Università LIUC di Castellanza. Il suo lavoro parte da una tesi controintuitiva per il senso comune manageriale: esistono capitali che non compaiono a bilancio e che determinano la tenuta di un’impresa nel tempo.

Il secondo con Padre Natale Brescianini, monaco calmaldolese benedettino, che da anni accompagna imprese ed enti in percorsi formativi costruiti sulla Regola di San Benedetto: un testo del VI secolo che è anche, letto con occhi laici, un manuale di organizzazione, di misura e di governo delle persone.

Che cosa ne è rimasto

Da quegli incontri deriva un principio che percorre l’intera piattaforma: gli strumenti preparano, ordinano e documentano; la responsabilità della decisione resta a chi la firma.

È il motivo per cui ogni documento prodotto dal sistema è pensato per essere letto, modificato e sottoscritto da un professionista, e non per sostituirne il giudizio. Ed è il motivo per cui il Bene Comune non è, qui, un’espressione di circostanza: è il criterio con cui si sceglie che cosa costruire.

Milano, Somma Lombardo, Bedonia

Ci sono tre indirizzi in questa storia. Due li trova chiunque consulti una visura: la sede legale a Milano e la sede operativa a Somma Lombardo.

Il terzo non compare da nessuna parte. È Bedonia, un paese dell’Alta Val Taro, nell’Appennino Parmense, fra Emilia, Liguria e Toscana, dove le valli si stringono e le stagioni si sentono ancora tutte.

È fra quei monti che l’ecosistema di Bussola d’Impresa® è maturato, e da lì continua a essere alimentato. Chi conosce quei luoghi sa che insegnano due cose utili anche a chi fa impresa: che il tempo lungo esiste, e che ci si prepara prima.

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